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Matematica della fedeltà
post pubblicato in Diario, il 3 agosto 2012
Considerando che, dopo alcuni anni di convivenza, in una coppia tutti gli amici dell'uno sono anche amici dell'altro, e dato il tabù sociale che impedisce di copulare con amici del proprio partner, si può dire che le occasioni di tradimento sono inversamente proporzionali alla durata della relazione.

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permalink | inviato da wondercozza il 3/8/2012 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Chi usa Vodafone vota Berlusconi
post pubblicato in Diario, il 2 ottobre 2011
Sapevo di commettere un grave errore abbonandomi alla RAI sulla TV via cavo. Si vede che non sono razionale come credo, sotto sotto spero sempre di assistere ad un rigurgito di cultura, di presa di coscienza, di miglioramento. Invece ieri ho visto per la prima volta questo spot della Vodafone (di cui metto il link per intero visto che il Cannocchio non mi fa inserire ipertesti : http://tinyurl.com/6epqfnq). Mi sembra chiaro che questa pubblicità sia stata commissionata dal Governo. Protagonista un bambino insopportabile, tiranno, che ne combina di tutti i colori senza badare agli altri (trascina via la tovaglia dal tavolo per farsene un mantello, facendo cadere i piatti e rompendoli), che non rispetta l'autorità (butta le chiavi della macchina nella tazza del WC), che vandalizza il bene comune (disegna sui muri), e che, colto sul fatto, guarda i genitori con aria strafottente, ben sapendo di rimanere impunito. I due adulti, da bravi pecoroni senza midollo spinale (vedi opposizione), rassegnati ormai allo status quo, si guardano sorridenti, fieri di aver cresciuto un piccolo stronzo, a loro immagine. Un inno all'immaturità, alla "spontaneità di chi ci assomiglia e ha bisogno di divertirsi per riposarsi dal lavoro", all'individualismo sfrenato, al culto dell'ego, al "tanto sono tutti uguali, sono fatti così". 

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permalink | inviato da wondercozza il 2/10/2011 alle 13:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
This is it
post pubblicato in Diario, il 1 agosto 2011
Sono stanca di guardare gli uomini attraenti come una cassaintegrata guarda un paio di scarpe di Prada.

J'en ai marre de regarder les beaux mecs comme une smicarde qui regarde une paire de Louboutin

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permalink | inviato da wondercozza il 1/8/2011 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Certe cose non cambiano
post pubblicato in Diario, il 1 agosto 2011
A diciott'anni guardavo i venticinquenni.
A trentotto anni guardo i venticinquenni.

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permalink | inviato da wondercozza il 1/8/2011 alle 0:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Del dildo e del femminismo
post pubblicato in Diario, il 26 luglio 2011

In Francia è uscito questo libro qui, che raccoglie testimonianze di donne e ragazze sul sesso. L'autrice, che scrittrice di mestiere non è, ma piuttosto attrice comica, cerca di sfatare dei vecchi miti e pregiudizi affermando un femminismo di quelli, secondo me, idioti, nel senso che sbandiera la parità uomo/donna per porre in luce migliore dei comportamenti che in realtà sono tristemente stereotipati e per niente caratteristici di una donna emancipata.

Prendiamo l'esempio del dildo, ormai considerato come una conquista della donna moderna, la quale s'incontra con le amiche riciclando le riunioni Tupperware del tempo che fu in sessioni di sex toys shopping, e ne va fiera. Perché il fatto di masturbarsi e di dirlo in giro dovrebbe essere segno di conquistata parità? 

Non penso che l'onanismo femminile sia una pratica così rivoluzionaria (già le nostre ave si consolavano come potevano dell'inettitudine maritale, solo che erano più discrete e, poverine, non sempre avevano un amante a portata di mano). In realtà, quelle che si trastullano da sole in casa (elimino dalla categoria le ragazze esuberanti che aggiungono un posto a tavola che c'è un dildo in più) a me sembrano delle poveracce, vittime inconsapevoli dei loro stessi limiti socio-culturali. Le donne che rivendicano il sex toy vogliono dare un'immagine forte, di sessualità consapevole e senza tabù, della donna che non ha bisogno dei beceri uomini. La verità è che se fossero proprio liberate e non temessero il giudizio altrui, uscirebbero e s'infratterebbero col primo maschio/femmina piacente e accondiscendente. Invece preferiscono proteggersi da eventuali delusioni affettive, o semplicemente non osano affrontare l'opinione dei loro pari in caso si sapesse che hanno più rapporti occasionali al mese. Sono ancora ferme agli anni Sessanta e al "chissà cosa penserà di me/nonsono un oggetto/anche la donna ha diritto a godere/speriamo che chiami". Ci sono ancora molti progressi da fare prima che le donne capiscano che quando si tromba, si tromba e basta, e non c'è niente di male, do ut des e chi s'è visto s'è visto. Gli uomini l'han già capito. Infatti non s'è mai visto uno che, oggetto delle pressanti avances di una bella ragazza, risponda "Guarda, preferisco andare a casa a masturbarmi. Sono un uomo disinibito e non voglio complicazioni".


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permalink | inviato da wondercozza il 26/7/2011 alle 19:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
Dell'istruzione in Francia
post pubblicato in Diario, il 10 febbraio 2011
I francesi non fanno temi a scuola prima delle medie, mentre noi italiani cominciamo coi pensierini a sei anni. Inoltre, essendo vietato dare compiti a casa alle elementari, hanno 5 anni di ritardo in analisi e sintesi. Poi studiano solo riassunti fino a 16 anni e i più colti fanno un anno di filosofia per preparere la maturità. Non si studia Storia dell'Arte (è stata introdotta quest'anno). Prima di iscriversi all'università devono frequentare una scuola speciale che gli conferisca una cultura generale di base e gli insegni a coniugare bene i verbi, ché fino alla maturità sembra non ci fossero le basi cognitive. I più intelligenti studiano persino greco per un anno, non esiste niente di paragonabile al liceo classico (però chi vuole può fare sei anni di latino). L'Università francese è organizzata come un buon liceo in Italia, coi compiti in classe trimestrali e i compiti a casa da correggere a lezione, ogni tanto qualche libro da studiare, il più delle volte si prendono appunti in classe. Chi non ha la media, deve ripetere l'anno. Insomma, non si capisce come mai gli italiani medi siano riusciti a sembrare più ignoranti dei francesi medi. Sarà colpa della televisione?
Consigli per rimorchiare bene e vivere felici
post pubblicato in Diario, il 7 febbraio 2011

Sabato mattina sono passata davanti al parco mentre portavo Luca a spasso. Ho notato come ci fossero tanti papà single coi bimbi piccoli che, similmente a quel che faccio io col cane, portavano i pargoli all’aria aperta a fini ludico-sanitari. Detti papà erano tutti giovani, tra i 30 e i 40, e parecchi di bella presenza. Ora, forse questo fenomeno è più comune in Francia, paese dei matrimoni civili e delle famiglie ricomposte, ma per esempio in classe di mio figlio almeno la metà dei ragazzini ha i genitori divorziati. Solitamente in caso di divorzio con prole si decide per l’affidamento congiunto, che funziona così: una settimana su due con papà e l’altra con mammà; vacanze scolastiche divise in due turni uguali. Ora, ragazze, state attente: trattasi di uomo da non far scappare. Non solo è qualcuno che ha probabilmente già una carriera (per aver messo su famiglia e poi permettersi di divorziare, un po’ di stabilità finanziaria ci vuole, salvo divorzio richiesto per indebitamento o alcolismo – le corna non vi tangono, mica me lo dovete sposare), ma è anche uno che non ha più velleità di riprodursi ad ogni costo, avendo già superato la fase del figlio per completare l’album esistenziale. Inoltre, ed è questo il punto più importante, è impegnato coi figli una settimana su due! Ciò vuol dire che durante quella settimana voi siete SINGLE! Niente uomo tra i piedi, vita indipendente, uscite con gli amici, fine settimana con le amiche, vedete chi vi pare e caso mai ne trovate anche uno meglio, tempo per la ceretta e per il parrucchiere. La settimana in cui state insieme, invece, siete fidanzate con uno che ha già avuto moglie e che, se è una persona equilibrata, capisce l’importanza di abitare ognuno a casa propria per preservare romanticismo e passione (avete il permesso di dormire insieme ma non vi azzardate a lavargli la biancheria, i panni sporchi se li portasse via).

Bisogna ovviamente stare attente a quello senza speranza, che in realtà cerca una nuova compagna per affibbiarle i ragazzini con annessi servizi di casa e che, subdolamente, le propone di venire a vivere con lui adducendo motivi che ha ricopiato dalle canzoni di Gigi d’Alessio. Resistete! Prima di tutto, se sua moglie lo ha lasciato ci dev’essere un elemento che renda la vita con detto uomo insopportabile (mentre se è stato lui a lasciare la moglie e vuole di nuovo vivere con una donna, è segno di perversione o di problemi nell’affrontare la realtà), e in secondo luogo se dopo aver ceduto vi beccate un bel “tu nonsei la mia mamma, ti odio!”, chiamatemi pure, ché ne approfitto per mandare sia le creature che voi a quel paese, visto che la soluzione era non farsi proprio vedere quando in giro per casa ci sono i nani malefici. Se poi vi fate infinocchiare dalla vostra disperata voglia di figliare e metter su famiglia costi quel che costi, dopo che la sottoscritta vi aveva avvertito riguardo gli ovvi vantaggi di rimanere single, non venite a lamentarvi. Non esiste nessuno, uomo o donna che sia, che non vi faccia pensare un giorno: “la prossima volta col cavolo che mi ci freghi, me ne sto a casuccia mia e ci vediamo quando ci va”.

P.S. questo ragionamento vale anche per gli uomini che rimorchiano le donne divorziate, lo sapete che sono per la parità.


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Un'idea per Natale
post pubblicato in Diario, il 19 dicembre 2010
Chissà perché l'avvicinarsi delle Feste scatena sempre un moto di panico.
Con l'avvento dei network sociali, sembra tutto un lamentarsi di dover passare il Natale con parenti arcigni e sgradevoli, per non parlare dell'ansia di mangiare troppo e ingrassare : non so quanti articoli ho visto su Facebook dove si davano delle dritte per" astenersi dal festeggiare troppo".
Non posso sopportare tutto questo disagio e questa infelicità messa in vetrina. Ho deciso di aiutarvi anche io con un bel consiglio: per Natale, mandate tutti affanculo.

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Sgrunt
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2010
Le bello cose non hanno prezzo: il sorriso di un bambino, il sole che bagna la cucina a colazione. Certo. Anche la sfiga è gratis però.

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Training autogeno
post pubblicato in Diario, il 3 dicembre 2010
Sono sempre più stressata. La sera crollo dal sonno per il troppo lavoro, ma non riesco ad addormentarmi perché non "stacco" dalla giornata: rimurgino e penso a quel che ho fatto e a quello da fare l'indomani.

Maritemo invece dorme in qualsiasi situazione. Decide di dormire e dieci minuti dopo è lì tra le braccia di Morfeo che se la gode.

Ieri sera gli ho chiesto come facesse, e lui ha deciso di insegnarmelo.

Maritemo: Immagina di essere in una foresta, guarda le foglie a terra, guarda gli alberi in alto, si stagliano sul cielo...
Wondercozza: Oddio mio ma come faccio a ritrovare la strada di casa? Mi sono persa!

M.: Allora immagina di essere in fondo al mare, distesa sulla sabbia, e vedi i pesci sott'acqua che passano sopra di te...
W: Gasp! Ma sott'acqua non respiro! Annego!

M.: Allora immagina di essere in un prato..
W.:Che bello, il prato. Ci sono i fiori. E questo fiore qui come si chiama? Devo fare una ricerca con Google immagini e poi passare dal nome latino per sapere come si traduce!

Per farla breve, anche stanotte non ho dormito.

Ho perso la fantasia.



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Indulgenza e felicità
post pubblicato in Diario, il 1 dicembre 2010
A volte invidio i crostari felici.
Quelle persone che dipingono o disegnano per diletto, e che producono, obiettivamente, opere inguardabili.
Ma loro le espongono fieri, perché nascono dal loro bisogno di esprimere e condividere qualcosa. Spesso sono belle emozioni espresse con cattivo gusto, oppure pensieri tristi, a volte cose banali.
Quello che invidio è questa consapevolezza del fatto che creare li fa star bene, che non possono farne a meno, che la catarsi e la sublimazione si possono ottenere anche con mezzi imperfetti.
Non sempre l'arte è un'esperienza estetica.
A volte è semplicemente saggia accettazione, serena celebrazione di sé.

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Incapaci
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2010
Per uno strano effetto ottico, ultimamente tutte le cose decenti dette in Italia sembrano di sinistra. In realtà si tratta solo di buon senso in un Paese afflitto dal ridicolo e dall'impudicizia. Ovviamente, la sinistra non ha nemmeno avuto l'idea di approfittare della coincidenza.

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Il buono che avanza
post pubblicato in Nazional popolare, il 13 novembre 2010

Oggi stavo mangiando una bella mozzarella. Mi è venuta in mente la mozzarella blu tedesca, quella fatta in Italia col latte di bufale brasiliane, quelle DOP di bufala ma di agro campano inquinato. Che scoramento. Quanti anni ci vorranno perché le cose tornino decenti nel nostro Paese? Come abbiamo fatto a rovinare un patrimonio culturale, agricolo, ambientale come il nostro? Basteranno due generazioni? Basterebbero, a condizioni di mettersi tutti d’accordo, a tutti ilivelli. Ci vorrebbe una politica del Buono: una che miri semplicemente a ripristinare o preservare quel di buono c’è o c’era in Italia. Basta con queste politiche del Nuovo. A che serve costruire, se le fondamenta sono pericolanti? Che ce ne importa del ponte sullo stretto, se non siamo nemmeno riusciti a coprire gli scavi di Pompei con una tettoia o a toglierele piante di capperi dalle mura del Colosseo? A cosa serve edificare alberghi sulla costa quando il nostro mare è inquinato da navi radioattive? Perché chiedere denaro all’UE per pubblicizzare i prodotti regionali quando i nostri fiumi avvelenano i campi? Cosa significa la promessa di creare posti di lavoro quando abbiamo affossato il turismo e la cultura, che sono i settori più produttivi? Siamo davvero così stupidi da non capire che salvare le nostre ricchezze sarebbe non solo giusto, ma anche utile? Se non per spirito civico, almeno facciamolo per torna conto.


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Luetico amarcord
post pubblicato in Diario, il 24 giugno 2010

Il bel marinaio con gli scrupoli a singhiozzo, il figo che non bacia mai, quello così bravo che ci voleva la squadra di pompom girls per gridare il suo nome, quello che osava pronunciare la parola “sveltina” (c’est pas chic), quello per curiosità, quello per noia, quello sposato che si preoccupava di essere cornuto, quello che mi sembrava di farlo con mio fratello, quello perché ce l’ha grosso, quello negato sia per la conversazione sia per il sesso, quello che non ricambiava ma poi ci stava, quello che ricambiava, quello che non ricambiavo io, quello che ancora non ho capito perché, quello “perché no?”…Porca miseria, li rimpiango tutti.


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C'est pas chic: il numero anonimo
post pubblicato in C'est pas chic, il 2 giugno 2010
Chiamare da un numero criptato è segno di estrema maleducazione.

La differenza di condizione tra colui che chiama e che conosce l'identità della persona chiamata, rispetto a quella della persona che risponde, e che non sa a chi sta per parlare, altro non è che una moderna declinazione del cafonissimo refrain "lei non sa chi sono io".

Quando poi il numero anonimo appare nella lista delle chiamate non risposte, l'effetto prodotto è lo stesso del ragazzino che suona al citofono e scappa. 

Personalmente non rispondo mai quando si affigge un numero anonimo: ho notato che è l'accessorio preferito degli scocciatori.

Non è possibile avere personalità e contemporaneamente nascondere la propria identità per fare una semplice telefonata.

La persona Chic è educata e disponibile.

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Diventare qualcuno
post pubblicato in Diario, il 30 maggio 2010
Ultimamente mi chiedo se sono diventata qualcuno.
Saranno i quaranta che incalzano, sarà che mia madre non mi ha conosciuta adulta.
Sarà che mi sembra di leggere nello sguardo degli altri che, se voglio, posso ottenere qualsiasi cosa.
Sarà che non ho ottenuto granché, principalmente per incapacità di mantenere uno sforzo costante.

Il problema è che ho un ego smisurato.

Vorrei essere diventata il mix perfetto tra Madre Teresa e Paris Hilton.

Salvare il mondo, su tacco 12.

Ma salire le scale coi tacchi fa un male cane alle ginocchia.

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Le bambine rosa e la fine del femminismo in Italia
post pubblicato in Diario, il 9 aprile 2010

Dopo mesi e mesi di silenzio mi è bastato passare una settimana in Italia per fami tornare la voglia di scrivere post – sarà che il bel paese mi esasperama è fonte d’ispirazione (che per me risiede, come sanno i forse sopravvissuti lettori,nella polemica).

Ho percorso il Paese afflitta dalla visione delle bambine rosa. Avete notato, vero, che in Italia moltissime bimbe sono vestite di rosa, con le scarpe rosa e la cartella rosa, con le magliettine vezzose, i fiocchetti in testa e le gonnelline corte? Questo vuol dire che già a quattro anni, la femminuccia si piega ad una visione stereotipata del suo ruolo. Dopo le lotte femministe per avere la Barbie metalmeccanico o astronauta, le nostre figlie hanno deciso di diventare loro stesse delle bamboline. Se aggiungete che ho preso il treno da Roma a Parigi e,dopo aver chiesto di cambiare cuccetta, mi son vista proporre di ringraziare un controllore 50enne in natura invitandolo a casa mia a Parigi, si può affermare che c’è stata involuzione.

Se a me che sono cozza e quasi quarantenne, viene proposto un servizio (che mi spetta in quanto utente dietro semplice pagamento del supplemento) in cambio di una relazione sessuale, e se le bambine si vestono di rosa pensando che il loro ruolo sia di corrispondere alle bamboline oggetto di desiderio che diventeranno da grandi, cosa rimane alle donne italiane ?

Una povera ragazza intelligente e, per sua sfortuna, carina, si vedrà perennemente rimandata al suo ruolo di oggetto sessuale. Basta guardare come si vestono le donne di primo piano. Non mi sembra che a Vespa o a Brunetta si chieda di mettere magliettine trasparenti e aderenti. Che bella conquista: la donna italiana in carriera ora può apertamente essere “sexy”, per lei è una dimostrazione di forza e supremazia. Per “intelligente” devi arrivare almeno all’età di Margherita Hack, o assomigliare alla Rosi Bindi. Tutte le altre infila dal parrucchiere, stivale col tacco, silicone e decolleté (mi rendo conto che Shilvio fa eccezione: almeno in questo, pratica la parità tra generi).

Intanto le bambine si abituano a portare i lustrini e far passi di danza, sperando di sposare un calciatore o il figlio del Premier.

Io rimango in Francia, dove “bella presenza” in una descrizione di posto dilavoro è un’espressione illegale poiché discriminatoria, e nessuno mi chiede di dimostrare che il mio Q.I. è inversamente proporzionale alla mia misura di reggiseno.

Cozze, mie co-mitili, emigrate che fate prima!


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permalink | inviato da wondercozza il 9/4/2010 alle 17:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Ultimo baluardo della grammatica
post pubblicato in Diario, il 11 ottobre 2009
Boicottiamo tutti quelli che usano l'apostrofo al posto dell'accento (egli e' invece di egli è).
Specialmente i blog dei giornalisti, i TG, alcuni giornali on-line, i siti dei partiti politici...

Vergognatevi, manco una tastiera decente avete.
C'est pas chic/l'ostentazione
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2009
Vestire una bambina di quattro anni in Burberry dalla testa ai piedi è altrettanto volgare che acchittarla in stile Monella Vagabonda.


Eleganza vuol dire anche non mettere a disagio gli altri.

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Napolitano si ricrede
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2009
Da quando Berlusconi va a puttane persino i gay sono diventanti persone per bene.

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Omnia munda mundis
post pubblicato in Diario, il 11 settembre 2009
La ciclica polemica sulle pretese sconcerie della Marcuzzi in TV (http://www.malvestite.net/2009/09/14/cosi-fan-tutte-alessia-marcuzzi-e-il-cazzo-della-mucca/), che sono indubbiamente di cattivo gusto e inutili, ma certo non minano la purezza dei nostri giovani, mi spinge a spiegarvi un semplice funzionamento della psiche infantile.

Il minorenne che assiste ad una scena contenente allusioni erotiche reagisce in due modi:

1. Capisce l'allusione, quindi tanto innocente non è, e non si capisce quale sia il trauma subito, visto che per carpire un rinvio all'atto sessuale bisogna essere a conoscenza dell'esistenza e delle modalità di attuazione di tale atto.

2. Non capisce l'allusione: è troppo piccolo o è cresciuto a casa della Binetti, quindi l'esposizione non avrà alcun effetto. Non ci fa caso, sempre che i genitori non glielo facciano notare tappandogli le orecchie e recitando all'istante una novena alla Vergine dei Sette Dolori, ottenendo nella pura mente del pargolo l'associazione sesso=atto proibito e da zozzoni, che tanti rattusi e politici nostrani ha generato.

Basta con questo discorso ipocrita sul sesso: bisogna spiegare ai bambini che ci sono il sesso, l'amore, il sesso senza amore e l'amore senza sesso. Almeno saranno più preparati in caso di approccio pedofilo.

Poi ditemi perché CSI non lo mette in causa nessuno...mio figlio innocente non è ma quando, a 10 annni, mi ha chiesto come mai sulla gomma da masticare della prostituta assassinata c'erano la saliva di due persone diverse e lo sperma di un terzo individuo, ho deciso di lasciarlo nel dubbio.

Ora, grazie alla scena del wurstel e alla Marcuzzi, posso dirgli la verità.
Non bisogna mai tornare nei luoghi dell'infanzia
post pubblicato in Diario, il 11 agosto 2009
"Amica" del liceo:

- Ah, questo è tuo figlio! Che bel ragazzino, non ti assomiglia proprio, meno male!


"Amico" sorrentino:

- Non sei cambiata molto, ti sei solo inquartata.


Datemi un pala. 
Non so se scavare un buco per sparire sottoterra o se darla in testa al prossimo 'amico' che incontro.




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From fat to fit
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2009
Nuovo corso personalizzato di sport per Wondercozza.

Il coach propone di fare degli esercizi con la palla.

Il coach ha in mente questo:



Wondercozza vede la palla e si immedesima:



Poi, per sfuggire alle sofferenze inflitte dall'esercizio, Wondercozza comincia a sognare ad occhi aperti....eccola affiancata da Platinette e Divine (lo so, una è morta e l'atra lo è artisticamente, ma trattasi di sogno) in una coreografia marina. Tutte e 3 indossano uno spledido costume da bagno anni 50 tempestato di paillettes e si lanciano graziosamente la palla al ritmo di "Coquillages et crustacés".

Una voce annuncia: "Ladies and Gentelmen, ecco a voi le Tri-Checche!"

Buio.
Wondercozza e lo sport
post pubblicato in Diario, il 21 luglio 2009
Wondercozza prova a fermare la propria trasformazione in larva gelatinosa mediante il Powerplate.

Prima lezione.

Coach: Come va signora? Adesso provi ad alzare leggermente le gambe.

Wondercozza, fiduciosa: Ok! (rivolgendosi al proprio muscolo addominale): Dài, alza la gamba!

Addominale: Eh? Chi? Cosa? Che è?

Wonder: Alza la gamba, stronzo!

Addominale: Ma de che? Ma quando mai? Quale gamba?

Coach: Tutto bene signora?

Addominale: E mo' questo chi è?

Wonder: Il muscolo non risponde!

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Dubbi amletici/gastronomici
post pubblicato in Dubbi amletici, il 12 giugno 2009
Perché la cucina giapponese non include gli arancini di riso?
Il riso ce l'hanno, il tempura anche...Mah...

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C'est pas chic/la puzza
post pubblicato in C'est pas chic, il 2 giugno 2009
Bella scoperta, direte voi.
Invece vorrei ufficialmente ribadire che la puzza non è elegante.

Quindi astenetevi dal porgere estremità del vostro corpo e/o capi di vestiario al vostro malcapitato partner, esclamando con gioiosa complicità:
 "Senti come puzza!"

Non solo non è chic, ma spesso conduce al divorzio.

Lo stesso dicasi della fiatella post ingestione di aglio. 
Fiatare in direzione delle vie aeree superiori di un amico e chiedere se per caso vi puzza ancora l'alito è maleducato: non c'è amicizia che tenga di fronte a tale prova.

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Depressione minore
post pubblicato in Diario, il 13 maggio 2009
Mi mancate.

Vi leggo ma non ho la forza di commentarvi.

Vi penso ma non ho la forza di chiamarvi.

Ho pronti i regali per tutti i bimbi nati alle amiche ma non ho la forza di spedirli.

A volte mi viene un post ma poi non ho la forza di scriverlo.

Vivo per inerzia, forse perché non trovo la forza di smettere.



Mi sa che son distimica.

O forse solo afflitta da mancanza di risorse materiali.

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C'est pas chic/SB
post pubblicato in C'est pas chic, il 6 aprile 2009



All'inizio pensavo che l'elettorato di Silvio fossero i furbetti, i bottegai, gli ignoranti e i parvenus. Poi ho capito che per vincere con cotanto stacco, ha puntato su una popolazione molto più numerosa e diffusa in tutti gi strati socioculturali italici: i cafoni.

C’est pas chic/I bambini manifesto
post pubblicato in C'est pas chic, il 16 marzo 2009
A Parigi abito nei pressi di Bobolandia, e devo dire che certe mattine, mente passeggio il canillo per le vie di Abbesses, vorrei far fuori tutte le famigliole a randellate.

Non li reggo più questi genitori soddisfatti, che sembra non abbiamo altro obiettivo che ostentare quanto siano liberi, creativi, affermati ma ancora artisticamente immaturi (come i loro capelli), che tengono per mano i loro pargoli pienamente sbocciati grazie ai corsi di musica e pittura ed allo yogurt bio (ma quello con la confezione iper-design, che costa di più). Tutta questa libertà di espressione da anticonformista-che-va-di-moda si fonda sul rifiuto di impegnarsi: non avere limiti e non darne (consumisticamente parlando, ché mica penseranno seriamente che fare shopping tutti i giorni equivalga ad una filosofia di vita) è semplicemente pigrizia, non è crescere i figli. Tra l’altro dubito che questi cherubini perfetti abbiano mai il permesso di utilizzare appieno la loro libertà di espressione andando male a scuola o, peggio, essendo bruttini: genererebbero troppa energia negativa e i genitori sarebbero costretti a metterli in collegio per preservare il feng-shui della casa.

Faccio notare, a mo’ di conferma, che la stessa mancanza di impegno la applicano ai loro animali domestici: anche i cani (vedi cane di una razza che non ha ancora nessuno ma che presto andrà di moda) li mandano senza guinzaglio e senza educazione, tant’è che mollano delle cacche enormi in mezzo al marciapiede, ed i padroni sono troppo impegnati a sentirsi in armonia con il mondo per raccoglierle. In quei momenti estirperei uno dei ragazzini bobo dal triciclo e con quello ci pulirei la cacca (tanto è bio).

Ma non è tutto, durante la mia ultima passeggiata ho dovuto patire un’ultima fonte di irritazione: la visione di un negozio di abiti e giocattoli per bambini con in vetrina una maglietta, taglia 2 anni, esattamente come questa.

Cosa vuol dire affibbiare di tale messaggio un bambino così piccolo da non potersi nemmeno rendere conto che i suoi genitori sono idioti?

Già trovo intollerabile utilizzare i propri figli per ostentare la propria fighettaggine, ma qui oltrepassiamo ogni limite. Abbiamo già dovuto sopportare le bambine seienni vestite da Barbie-Sgualdrina ed i ragazzini Emo di 8 anni (o i piccoli Totti col codino), come se fosse normale vivere la propria volontà di non crescere grazie al camuffamento dei figli, ma utilizzare icone dell’anticonformismo (vedi Sex-Pistols, Rolling Stones e Che Guevara) su magliette costosissime e taglia baby, è oltre la cafonaggine: è preoccupante.

Effettivamente, no future!

Se proprio ti piace la maglietta punkeggiante mettitela tu: capiremo tutti che sei un quarantenne nostalgico in pieno rigurgito adolescenziale, ma almeno nessuno penserà che sei rincoglionito vedendo come hai vestito tuo figlio.


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permalink | inviato da wondercozza il 16/3/2009 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Punti di vista
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2009
Grande opera di convincimento per spiegare all'insistente signore nero che ci provava la ragione del mio rifiuto (sono fedele, non razzista).

Stai a vedere che l'adulterio, in alcuni casi, è più politically correct.

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Grands discours pour expliquer au monsieur noir que mon refus n'était pas une question de racisme, mais de fidelité.

Apparemment, l'adultère eût été plus politically correct.

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permalink | inviato da wondercozza il 2/3/2009 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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